I Bergamini: imprenditori caseari d’altri tempi

I Bergamini: imprenditori caseari d’altri tempi

Vi presentiamo il Bergamino. È superstizioso, parla un dialetto (il gaì) che comprendono solo i membri della sua casta, pratica l’endogamia, è analfabeta e molto religioso, si veste con grembiule, cappellaccio di feltro, zoccoli, panciotto, camiciotto e mantello di lana e si adorna con orecchini, catene e orologi d’oro. Completano il quadro una spiccata capacità commerciale e il possesso di un buon capitale. In questa figura di un secolo fa, quasi leggendaria, si può rintracciare l’origine della prima “industria casearia” nel Nord Italia.

Microonde

Microonde

Microonde. Da quando? Dagli anni Ottanta, ha preso piede in una società che conosce e pratica il surgelato, per ridurre i tempi in cucina. Ma c’è anche chi gli ha dedicato un Ricettario per autentica cucina: polenta, fiorentina e via andare. Cucina veloce? Tutt’altro! Tempi più lunghi. E allora? Misteri gastronomici.

Marchesi e il vino

Marchesi e il vino

Gualtiero Marchesi vede il piatto servito in tavola, illuminato, vede le posate e osserva il bicchiere vuoto. Lo esamina e riflette. Trascrive le sue considerazioni in quaderni, finora inediti. Tra poco verranno pubblicati dalla Fondazione Marchesi, con la cura di Alberto Capatti che qui ne dà qualche piccola e gustosa anticipazione.

Pane al pane

Pane al pane

Il pane è oggi un prodotto immaginario, perseguito da chiunque. Io stesso, che ho un bisnonno fornaio che produceva pane di Como, e ne spediva ogni mattina col treno a Milano, nell’anno 1900, non posso esimermi dal ricordarlo, anche se non lo trovo più in qualsiasi negozio della mia città, e il ricordo stesso è sbriciolato.