Degustare un 25 aprile di tanti anni fa

Degustare un 25 aprile di tanti anni fa

Festeggiamo la ricorrenza che ricorda la Liberazione dal nazifascismo nel 1945 regalandovi un articolo di Gigi Brozzoni in cui si mescolano opportunamente aneliti politici, ideali e visioni. Tra assaggi pre-critici e suggestioni veronelliane. Al centro la Freisa, passando dalla Bussia Soprana di Aldo Conterno. Un racconto che sboccia perfettamente dentro questo importante settantasettesimo anniversario.

Campagna Associativa 2022

Campagna Associativa 2022

C’è un sogno nuovo nel mondo del vino. Dopo due anni molto difficili, in cui la quasi totalità delle nostre attività è rimasta ferma, il Seminario Veronelli GUARDA AVANTI. E rilancia. Parliamo a tutte e tutti coloro che credono in UN SOGNO: che il legame tra vino e cultura possa generare valore aggiunto, condivisione, energia positiva e portare aria nuova nel mondo del vino. Il sogno diventa piano piano realtà, a ogni nuova condivisione: ogni nuovo socio lo sostiene e lo alimenta.
Entra ANCHE TU nella comunità del Seminario Veronelli. Ti aspettiamo a mente aperta.

LA RECENSIONE

LA RECENSIONE

“Eolie enoiche. Racconti di vini, di isole, di vignaioli sensibili alla terra”. Che genere di libro ha scritto Simonetta Lorigliola? Una guida enoica per nasi curiosi? Un piccolo atlante sentimentale di luoghi d’amore e resistenza? Una passeggiata tra fazzoletti di vigne a picco sul mare e l’utopia concreta del vino paesaggio? Questo, e altro. Continua…

LECCA LECCA

LECCA LECCA

Se il mondo è popolato di hamburger e sandwich, il “panino” è affare tutto nostrano, che con quegli altri si mescola, tra divergenze e congruità. In fondo, però, sono sempre due fette di pane che contengono l’interpretazione del mondo. O, meglio, la sua attualità. Un’Accademia è nata per studiarlo. Ed è arrivato a nobili interpretazioni gastronomiche in curati ristoranti. Alberto Capatti ci guida qui in un originale tour tra paninari e mangiatori di panini.

LECCA LECCA

LECCA LECCA

Acqua. Protagonista della vita sulla terra. E anche sulla tavola. Quella senza aggettivi sembra non esistere più. L’abitudine (scellerata) ci porta a snobbare i rubinetti. Le multinazionali ci sguazzano. E noi, in fondo, potremmo destinare questa “minerale” e le sue bollicine al massimo a un bel pediluvio. Capatti dixit.