Le cinque idee che sconvolsero il mondo enologico italiano

Le cinque idee che sconvolsero il mondo enologico italiano

Dal 22 al 25 ottobre avrebbe dovuto svolgersi NutriMenti, la nostra annuale rassegna di cultura gastronomica. Dopo due edizioni svolte a Venezia, in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, quest’anno avemmo dovuto essere a Bergamo, nella splendida cornice dell’Accademia Carrara, partner della manifestazione.
La situazione sanitaria e le misure per il contenimento della pandemia hanno sospeso ogni cosa. Così andava fatto, confidando di proporre la programmazione di incontri pubblici nel prossimo futuro.
Grazie alla disponibilità dei relatori, siamo lieti di pubblicare una selezione degli interventi previsti.
Tra gli appuntamenti in programma vi era una degustazione-racconto dedicata a Luigi Veronelli, per ripercorrere l’opera e il pensiero del massimo critico e degustatore del Novecento. Su questo tema, proponiamo il seguente contributo di Gigi Brozzoni, curatore della Guida Oro I Vini di Veronelli.

Citoyens, à la table!

Citoyens, à la table!

di Pietro Stara

14 luglio 1789 ossia 231 anni fa precisi. Presa della Bastiglia, atto simbolico della Rivoluzione francese. Liberté, egalité, fratenité… ovunque, ma soprattutto in Francia che, anche in cucina, ha sempre ben coltivato la propria grandeur.

Quinua o dell’italianità

Quinua o dell’italianità

di Luigi Veronelli

Contro ogni «beota ripetere» sull’italianità Veronelli lancia le sue frecce. Questa volta è per un argomento insolito: Altromercato, organizzazione importante di fair trade in Italia, gli chiede di scrivere una breve prefazione a un libello che racconta un prodotto allora sconosciuto, la quinua (o, più comunemente oggi, quinoa) pubblicato dall’editore indipendente Sonda di Torino. Le sue battaglie per l’agricoltura, per il rispetto del lavoro agricolo lo fanno sentire vicino al progetto dell’equo e solidale, che tutela i diritti dei campesinos nel Sud del mondo. Era il 1999. Accetta di scrivere per loro.