La Sicilia del vino tra immagini e suggestioni, numeri e parole
L’edizione di quest’anno di Sicilia en Primeur ha avuto uno splendido convitato di pietra; meglio, di lava, nero come il carbone ma candido di neve dalla metà fin su alla fumante vetta.
L’edizione di quest’anno di Sicilia en Primeur ha avuto uno splendido convitato di pietra; meglio, di lava, nero come il carbone ma candido di neve dalla metà fin su alla fumante vetta.
Pensate a quanto sono strani i corsi e ricorsi della storia anche in campo viticolo: dal matrimonio tra un rosato Traminer ed un nero Pinot Meunier nasce il Pinot Nero che mostra subito qualche carenza di colore, ma soprattutto soffre di instabilità cromatica.
Non vi tedierò con commenti del dopo Vinitaly, ma auguro a tutti voi che vi sia stato utile, dopo tanti anni in cui l’utile lo faceva solo l’ente Fiera di Verona.
Non si sa con precisione quando il Grillo arrivò in Sicilia, se prima o dopo la nascita ufficiale del Marsala che risale al 1773, ma si dice che già a metà Ottocento fosse l’uva più coltivata della provincia di Trapani, contendendo il primato al Catarratto, vitigno principe della Sicilia occidentale.
Arrivato in Italia attorno al 1880 per ricostruire la viticoltura del Triveneto devastata dalla fillossera, il Merlot ha svolto onestamente il ruolo che gli era stato affidato, vale a dire quello di produrre buona uva da vino in cospicua quantità e senza eccessive oscillazioni annuali.