Moscato d’Asti, tutt’altro che un “dio minore”
Non so se sia stato così anche per voi, ma personalmente ho dovuto combattere a lungo per sradicare dal mio immaginario l’idea del Moscato d’Asti quale vino di poco conto.
Non so se sia stato così anche per voi, ma personalmente ho dovuto combattere a lungo per sradicare dal mio immaginario l’idea del Moscato d’Asti quale vino di poco conto.
Greco, greco bianco, greco di Bianco, greco nero, grecanico, grechetto, greco novarese, garganega… Sono tanti i vitigni coltivati in Italia che dal loro nome sembrano svelare una comune origine o radice ellenica.
L’Etna non è solo un vulcano. L’Etna è anche il Mongibello, l’arabo Jabal Atma Siqilliyya, ovvero la “montagna somma della Sicilia” divenuta poi il Mons Jebel.
Il cabernet franc è vitigno ostico. Tra i tanti membri della vasta famiglia delle viti bituriche è, dopo il carmènere, probabilmente il più rude è irruente.
Finalmente l’erba è tagliata. Ho colto al balzo l’attimo di tregua concesso da questa fradicia primavera e ho dato una regolata al mio riottoso prato. Rientro in casa e trovo il deserto.