Via del campo
Ci sono canzoni che ti entrano dentro, che ti attraggono e ti stregano; sono quei motivi che ti ritrovi a fischiettare, a canticchiare quando meno te l’aspetti.
Ci sono canzoni che ti entrano dentro, che ti attraggono e ti stregano; sono quei motivi che ti ritrovi a fischiettare, a canticchiare quando meno te l’aspetti.
L’idea è stata tanto geniale che forse nemmeno il suo autore, Luigi Soini, se ne rese conto immediatamente ma, proprio come fanno le grandi idee, è cresciuta progressivamente e tanto inesorabilmente da farla diventare un vanto della viticoltura italiana e di quella Friulana in particolare.
È venuto a trovarmi un amico, Fabio Contini, manager di un’importante azienda tessile bergamasca, che ha avuto in sorte una moglie, bergamasca, che si è innamorata di Ovada, la quale seguendo le orme di Pino Ratto, anfitrione dagli anni Sessanta del Dolcetto di Ovada, ne è diventata allieva.
Anche noi come il protagonista dell’ultimo film di Federico Fellini, La Voce della Luna, percorreremo il nostro cammino inseguendo sogni ed ascoltando la voce della Luna che sale dai pozzi.
Più o meno così recitava un vecchio slogan pubblicitario di una marca di caffè sul finire degli anni Settanta; e bisogna riconoscere che aveva una capacità di trasmettere il concetto con immediatezza e grande efficacia.