Zymbra Vigneti delle Dolomiti 2019
Cembra Cantina di Montagna
Cembra Lisignano TN

di Marco Magnoli

Zymbra
Vigneti delle Dolomiti 2019

Un poco defilata a nord-est di Trento, la Valle di Cembra rischia di essere trascurata dal viaggiatore frettoloso e distratto, impaziente, dopo la visita all’antica città arcivescovile, di raggiungere il relax a Cavalese e nella Val di Fiemme.

Basta, invece, prestare un poco di attenzione al paesaggio che si apre salendo da Lavis lungo la Statale 612 attraverso Giovo, Lisignago, Cembra, su fino a Grumes e Grauno per poi guadare il torrente Avisio e ridiscendere la Provinciale 71 sul versante opposto, passando per Sover, Segonzano con i suoi Òmeni, Sevignano, Lases, Albiano; ci si accorge, così, di una natura a tratti aspra, ma di straordinario fascino e suggestione. 

Boschi, frutteti, vigneti e borghi disseminati su piccole terrazze descrivono un ambiente pittoresco segnato da un’antropizzazione che svela il rapporto intimo ed armonico tra uomo e territorio, in una comunione di tempi e ritmi, di gesti e posture.

Valle magnifica e difficile, per dare frutti esige duro lavoro dai suoi abitanti. Qui agricoltura significa soprattutto uva e vino; una viticoltura atavica attestata da un’impressionante teoria di terrazzamenti, realizzati e costantemente restaurati nei secoli con paziente fatica per sorreggere i preziosi vigneti.

 Uno spazio sottratto ai pendii scoscesi da oltre 700 chilometri di muretti a secco innalzati incastrando blocchi di quello stesso porfido, l’oro rosso di Cembra, che tanto peso ha avuto nel sostenere l’economia non sempre florida di questi luoghi.

Una scelta obbligata, quella della viticoltura, dettata non solo dalla morfologia della valle, ma soprattutto dall’evidente vocazione che da tale morfologia in parte deriva. I suoli porfirici, le vigne ad altitudini comprese tra i 400 e i 900 metri s.l.m., i versanti con pendenze ripidissime, spesso superiori al 40%, le forti escursioni termiche sono tutti elementi che garantiscono risultati enologici di assoluto rilievo. A patto, però, di lavorare con rigore in vigna e in cantina, assecondando con sensibilità il grande potenziale di queste terre.

Negli ultimi tempi non mancano importanti sforzi in tal senso da parte dei produttori della valle. Tra i protagonisti di questa evoluzione v’è senz’altro Cembra Cantina di Montagna, realtà cooperativa sorta nel 1952 che oggi conta circa 300 soci.

Non vogliamo certo nascondere come nel passato le cosiddette “Cantine Sociali”, in particolare quelle trentine, non abbiano goduto di ottima fama, sovente accusate di imporre logiche e politiche che hanno frenato il miglior sviluppo qualitativo del comparto vitivinicolo.

Ci sembra, tuttavia, che pian piano il contesto stia dando cenni di mutamento ed il caso della Cantina Cembra ne è un virtuoso esempio. 

Sotto la competente guida tecnica dell’enologo Stefano Rossi e dell’agronomo Corrado Aldrighetti, infatti, la cantina ha deciso di cambiare marcia e di intraprendere un meditato percorso rivolto all’eccellenza che ha visto negli ultimi anni lo sfoltimento e il riordino della gamma, ora concentrata su pochi vini monovitigno (Müller Thurgau, Riesling, Chardonnay, Pinot Nero e Oro Rosso Riserva Dosaggio Zero, Trento Doc da uve chardonnay), tutti realizzati ispirandosi a tre parole d’ordine: precisione, freschezza e delicatezza.

A queste etichette, che hanno ottenuto ottimi riscontri nelle più recenti edizioni della nostra Guida Oro I Vini di Veronelli, si aggiunge ora un nuovo vino che intende dare un’interpretazione a tutto tondo del peculiare terroir della Valle di Cembra, proposito testimoniato fin dalla scelta del nome, Zymbra, che ne riprende l’antico toponimo. 

La scelta è, quindi, caduta su una cuvée delle varietà più rappresentative di questo originale territorio, uve considerate identitarie e raccolte selezionandone le migliori espressioni all’interno degli appezzamenti dei soci conferitori. 

Ecco, così, che lo chardonnay proviene da vigneti posti a 450-500 metri s.l.m., salendo poi tra 500 e 600 per il riesling e addirittura a 800 per il müller thurgau, il vitigno storicamente più legato e in sintonia con le caratteristiche della valle. 

Le viti sono coltivate su ripidi versanti terrazzati esposti a sud, sud-ovest e sud-est, dove i terreni risultano non molto profondi, sabbiosi, spesso ricchi di scheletro grossolano costituito da scaglie di porfido. La prima annata prodotta è il 2019, millesimo tra i più freschi e tardivi dell’ultimo decennio, tanto che la vendemmia si è svolta il 18 settembre per lo chardonnay, il 20 settembre per il müller thurgau e il 4 ottobre per il riesling.

In cantina si è proceduto ad una pressatura soffice, seguita da fermentazione e affinamento in acciaio a temperatura controllata; una minima parte è stata posta in piccole botti di rovere francese per circa 24 mesi. All’assemblaggio è, quindi, seguito un ulteriore periodo di riposo in bottiglia di 18 mesi.

L’obiettivo era quello di dare vita ad un vino insieme fresco, strutturato ed elegante. Ed in effetti Zymbra Vigneti delle Dolomiti Bianco Igt 2019 si pone al vertice della gamma della cantina Cembra.

MARCO MAGNOLI

Deve alla tradizione familiare la passione per i vini di qualità e a Luigi Veronelli, incontrato nel 2001, l’incoraggiamento ad occuparsi di critica enologica. Dal 2003 è collaboratore del Seminario Permanente Luigi Veronelli. È tra i curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli.

Colpisce già dal luminoso colore giallo dai riflessi appena dorati, seguito al naso da un profumo dove sono subito evidenti le note più ricche e mature dello Chardonnay, con una lieve ma intrigante speziatura avvolgente, sostenute dagli accenti più freschi del Müller Thurgau, che regala tocchi vegetali e di caucciù, e dall’aromaticità sottile, appena floreale, del Riesling ancora giovane. 

Sul palato torna a far da sottofondo la pienezza del vitigno borgognone, mentre la vitale acidità scandisce il ritmo e le cadenze alle tante sfumature che compaiono e ricompaiono per poi riaccendersi in un finale piuttosto lungo, nitido e preciso.

Un vino, insomma, di pregevole complessità e fattura, che ci sembra ben descrivere i caratteri e le espressività più attese da una valle decisamente alpina ed estrema.

Un ulteriore obiettivo che Zymbra si prefigge è quello della longevità; le premesse ci sono tutte, ma solo il tempo darà la risposta definitiva. E noi staremo qui, pazienti, ad attendere con fiducia anche questa conferma.


MARCO MAGNOLI

Deve alla tradizione familiare la passione per i vini di qualità e a Luigi Veronelli, incontrato nel 2001, l’incoraggiamento ad occuparsi di critica enologica. Dal 2003 è collaboratore del Seminario Permanente Luigi Veronelli. È tra i curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli.