Il ricordo è ancora vivissimo e d’altra parte sono passati solo otto anni; otto anni sono un nulla, passano così rapidamente da lasciarti senza fiato. Era un sabato pomeriggio e al Leoncavallo di Milano, in occasione del Critical Wine 2005, un centinaio di vignaioli si presentava ad un pubblico giovane, allegro, pittoresco, inusuale nel mondo del vino.

Giravo tra gli stand per salutare gli amici e in cerca di novità; mi colpì un giovanotto, solo, con un’unica bottiglia sul tavolo, etichetta nera con una tormentata linea rossa che inscriveva il monosillabo Es. Quando ebbi un dito di quel vino nel bicchiere e, ostentando un poco di indifferenza, lo annusai, sentii una botta in testa, una lieve vertigine; una sirena mi fischiò nelle orecchie e, non appena lo assaggiai, gli zigomi e le orecchie si accesero. Sbalordito non riuscivo ad articolare un commento sensato.

Ma chi diavolo è questo dandy con maglioncino bianco che mi fa assaggiare questo vino? Da dove sbuca questo Faust pugliese che osa stupirmi senza preavviso? Poi il suo breve racconto di un ettaro e poco più di vigna vicino a Manduria, di viti vecchie di cinquant’anni ad alberello, dell’ansiosa attesa di una maturità completa, di una resa ridottissima, di una vinificazione senza fretta, di quasi un anno di barriques francesi e della speranza di un anno di bottiglia. Es Primitivo di Manduria 2004 di Gianfranco Fino ebbe un esordio scintillante: il giorno stesso lo presentai in una degustazione di vini d’Autore e l’anno successivo sulla Guida Oro I Vini di Veronelli conquistò il radioso SOLE.

Ieri sera Gianfranco Fino era con noi in compagnia di Simona, moglie e impareggiabile compagna d’avventura, a presentare la completa verticale di Es, dall’esordiente 2004 fino all’ultimo 2010. Sette annate che raccontano le successioni climatiche, l’ampliamento dei vigneti, la precisione della conduzione delle piante, le rigorose tappe tecnologiche, il coraggio di osare, la volontà di eccellere in tutto.

In Es, che per Freud è la spinta per la soddisfazione delle pulsioni inconsce dell’individuo, si percepiscono tutti quei caratteri maturi, morbidi, avvolgenti e sensuali dei grandi vini mediterranei. Frutti dolci e polposi, note speziate piccanti e pepate, un tocco balsamico di origine vegetale che si fonde con un ricordo orientale di incenso e resina, a volte impreziosito da afflati floreali; una dolcezza fruttata densa e fragrante insieme, un caldo abbraccio alcolico ed un delicato piglio tannico, una fresca e succosa acidità avvolta in pacata densità estrattiva.

Uno dei vini più seducenti che si siano prodotti in questi ultimi anni in Puglia con un vitigno sottovalutato e spesso trascurato; uno dei vignaioli di maggior capacità tecnica e di maggior successo commerciale; una carriera fulminante che in meno di otto anni lo ha portato al vertice assoluto della produzione nazionale. Ma se qualcheduno nutrisse ancora qualche dubbio sulla Puglia, sul Primitivo, su Gianfranco Fino ed il suo Es, allontani i pregiudizi e serenamente provi il 2010, perché questo è un vino SPETTACOLARE.

G.B.