Un vino al giorno…

  • Siamo arrivati a fine anno

    in Un vino al giorno... • 20 dicembre 2013 • di

    Poco più di un anno fa abbiamo iniziato questa rubrica giornaliera, “Un vino al giorno…”, un po’ per gioco e un po’ per sfida; il gioco stava nei puntini di sospensione, affinché ciascuno dei lettori potesse sostituirli con quello che gli passava per la mente, dal più classico “toglie il medico di torno”, fino a tutto ciò che ci turba o disturba, che ci attrae e affascina, che si desidera e brama. La sfida è stata quella di prendere un impegno giornaliero col quale abbiamo raccontato tanti vini ed affrontato anche tanti argomenti, non sempre

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  • I ricordi di uno smemorato; o di un distratto, se preferite

    in Un vino al giorno... • 19 dicembre 2013 • di

    Ma cosa ci faceva lì quella bottiglia? Come è successo un errore simile? Certo, la forma della bottiglia è identica, borgognona di medio peso; l’etichetta è uguale alle altre della stessa linea produttiva, una parte del nome è identica all’altra, ma trovarsi un Pinot Bianco nella pila dei Pinot Nero è roba da dilettanti allo sbaraglio, non da professionisti quali siamo. E così ci siamo ritrovati tra le mani la bottiglia di Alto Adige Pinot Bianco Acclivis 2008, linea Cornell della Cantina Produttori di Colterenzio, ad Appiano nelle vicinanze di Bolzano. Che fare? Ce la

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  • Auspici, omaggi, pretesti (ovvero: ogni scusa è buona)

    in Un vino al giorno... • 18 dicembre 2013 • di

    Leggevo qua e là sul web che, secondo una stima della Coldiretti, nel 2013 il consumo di vino in Italia sarebbe crollato fino a 40 litri pro capite, ovvero al livello più basso mai raggiunto dall’Unità d’Italia fino ad oggi.  Celiando un poco, viene da domandarsi cosa avrebbero pensato di questo dato i “padri fondatori” del nostro Stato unitario, almeno quelli che non si occuparono solo di politica, ma ebbero anche un peso diretto o indiretto nelle nostre enoiche vicende. Il primo a venire alla mente è senz’altro Camillo Benso conte di Cavour il quale,

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  • Questione di stile

    in Un vino al giorno... • 17 dicembre 2013 • di

    Più o meno all’inizio di quest’anno Gigi Brozzoni ci parlò di Alberto di Gresy, della sua azienda, le Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy in quel di Barbaresco, del suo celeberrimo cru Martinenga e di uno dei Barbaresco che in quel cru sono nati, il Gaiun Martinenga 2004. Ci parlò anche della passione e dei sentimenti di Alberto per le sue terre ed il suo lavoro. Non ci parlò, però, dei vigneti che di Gresy possiede in provincia di Alessandria, per la precisione a Cassine, né dei vini che vi vengono prodotti. Provvedo, allora,

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  • La storia infinita

    in Un vino al giorno... • 16 dicembre 2013 • di

    Forse sarebbe meglio chiamarla con il suo vero nome: la bega infinita. Quella che contrappone la semplificazione con la complicazione, la chiarezza con l’oscurità, la lucidità con l’ottusità. Si pensa di risolvere le questioni che si sono aperte con la confusionaria visione delle nostre Denominazioni di Origine aggiungendo sempre nuove normative che danno il solo risultato di complicare la vita a tutti i soggetti della filiera. La conseguenza successiva è il progressivo allontanamento di tutti i soggetti della filiera da queste Denominazioni che non sanno fare altro che aggiungere balzelli, legacci e gabelle ad una

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  • Icario a Montepulciano

    in Un vino al giorno... • 13 dicembre 2013 • di

    La famiglia Cecchetti dopo aver spalancato le porte delle consegne rapide in Italia – ricordiamolo: un settore che ha trasformato di molto il modo di lavorare e di vendere – si è innamorata della terra e ne ha acquistata 4 ettari in quel di Montepulciano, dove gli etruschi hanno lasciato una formella con il bassorilievo di un cavallo alato con la coda di tritone, probabile richiamo alle mitiche origini di Pegaso. Il mare è dunque l’elemento che unisce Icario e il Pegaso dalla coda di tritone. Icario è divenuto, quindi, il nome ed il marchio

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  • Tutta un’altra storia

    in Un vino al giorno... • 12 dicembre 2013 • di

    Appena si arriva a Cellole ci si scorda subito i nomi dei luoghi che si sono attraversati, tutti quei nomi che ci riportano a ricordi incresciosi e drammatici della nostra storia e dell’attualità ancora più nefasta. Poi, seguendo sempre la Via Domitiana, ecco che il Massico ed il Roccamonfina sulla destra (per noi che ci arriviamo da Napoli), di fronte il monte Petrella ed il golfo di Gaeta, che si schiude sulla sinistra verso il mar Tirreno, ci rincuorano e rasserenano. Sarà perché si cominciano a vedere delle vigne, ma ora il paesaggio ci pare

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  • Balla coi lupi

    in Un vino al giorno... • 11 dicembre 2013 • di

    Anche noi abbiamo il nostro Kevin Kostner che balla coi lupi: è veronese, ma ha eletto l’Abruzzo come sua seconda patria. Venendo da una famiglia che commercia pesce, per prima cosa è andato in Abruzzo ad allevare trote sfruttando le abbondanti acque del Parco Sorgenti del Pescara. Poi, credo con la complicità di Leonardo Valenti, l’incontro e l’amore a prima vista con il Montepulciano d’Abruzzo. Con queste premesse, Leonardo Pizzolo va alla ricerca del suo angolo d’Abruzzo per produrre vini che abbiano una personalità distinta, non omologabile alle tante e belle realtà di quella regione

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  • Vignaioli antichi e moderni

    in Un vino al giorno... • 10 dicembre 2013 • di

    I cognomi degli italiani sono in grado di raccontare la storia di un territorio perché, al di la di alcune casate nobili che si identificano con il loro territorio di proprietà, la maggior parte dei cognomi della popolazione italiana traggono origine da una professione, da una passione, quando non persino dell’aspetto fisico, spesse volte un difetto, di qualche antenato. E così i fabbri diventano Ferri, Ferrero, Ferraris; poi il capraro Cravero, il fornaio Panero, il macellaio Beccaria, il vaccaro Boero, il fabbricante di corde Cordero. Anche il mondo del vino e della viticoltura ha creato

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  • Da una collina in faccia al mare

    in Un vino al giorno... • 9 dicembre 2013 • di

    È la storia di questi luoghi, un tempo famosi per le risorse minerarie, per i cereali e un po’ per l’olio d’oliva. Il poco vino che si produceva non era conosciuto, non aveva un gran mercato, serviva solo all’approvvigionamento locale. Ma sono luoghi bellissimi, perché si alzano su dolci colline a pochi chilometri dal mare, creando panorami suggestivi, di grande fascino; e nelle giornate limpide e solcate dai venti l’arcipelago Toscano si dispiega nitido fino alle coste della Corsica; più a sud, l’Elba e la Sardegna sembra persino di poterle toccare. Ma sapete come vanno

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