Siamo arrivati a fine anno

in Un vino al giorno... • 20 Dicembre 2013 • di

Foglie al ventoPoco più di un anno fa abbiamo iniziato questa rubrica giornaliera, “Un vino al giorno…”, un po’ per gioco e un po’ per sfida; il gioco stava nei puntini di sospensione, affinché ciascuno dei lettori potesse sostituirli con quello che gli passava per la mente, dal più classico “toglie il medico di torno”, fino a tutto ciò che ci turba o disturba, che ci attrae e affascina, che si desidera e brama. La sfida è stata quella di prendere un impegno giornaliero col quale abbiamo raccontato tanti vini ed affrontato anche tanti argomenti, non sempre vinicoli, ma speriamo sempre interessanti e stimolanti. Per fortuna ci hanno aiutato Andrea Bonini e Marco Magnoli, perché in alcuni momenti dell’anno gli impegni ci toglievano tempo o lucidità per affrontare questo compito che non potevamo pensare gravoso o noioso.
Dalla prossima settimana siamo in vacanza e dal prossimo gennaio in pensione, per cui abbiamo pensato che la rubrica di oggi non potesse essere dedicata ad “un solo vino al giorno”. Meglio sarebbe immaginare, sognare ciò che vorremmo bere in una giornata di grande festa con i nostri cari. Nella versione più facile, ciascuno aprirebbe la propria scatola dei sogni ed estrarrebbe quelli più preziosi, reconditi e inavvicinabili: allora si potrebbero sognare i grandi vini spumeggianti di antica storia, poi passare ai grandi vini bianchi – buttiamola lì – del centro-Europa. Poi potremmo rimanere nella stessa zona per un grande rosso non troppo scuro, quello mitico che abbiamo sempre agognato ma che in nessuna degustazione al mondo è mai stato servito. A questo punto potremmo spostarci verso il mare per un grande rosso dei castelli, ma non quelli romani, con tutto il rispetto naturalmente. Per finire, sempre restando in  zona, si potrebbe pensare ad uno di quei vini botritizzati che hanno creato schiere di incalliti amanti, che se lo berrebbero anche a merenda. Nella versione più realistica, invece, potremmo rivolgerci ad alcuni di quei vini che ciascuno di noi conserva gelosamente in cantina e che pensa di destinare ad un’occasione importante, ma che non è mai quella che si sta vivendo oggi. E allora tiriamoli fuori una buona volta questi cimeli, queste reliquie, spolveriamo queste bottiglie che stanno invecchiando, magari troppo, nella nostra cantina, e apriamole, parafrasando Luigi Veronelli, per festeggiare la vita. Saranno forse più modeste di quelle immaginate sopra, non avranno il carisma di secoli di storia, ma avranno certamente il profumo delle nostre terre, delle nostre vigne, dei nostri vitigni; si porteranno appresso anche quelle sfumature umane, del duro lavoro nei campi; avranno acquisito quei sentori che si formano nel buio delle nostre cantine e nelle nostre botti; avranno il profumo del sole e del vento, dei fiori e dei prati, avranno respirato l’aria del mare, dei colli e persino dei monti più impervi. Ci sapranno deliziare e rallegrare, consolare e sostenere, commuovere, a volte fino alle lacrime, per poi riportarci alla gioia, alla pace e alla serenità. Sono i nostri grandi vini italiani. Sono parte di noi.
Gigi Brozzoni

(“Foglie al vento” – Virgilio Fidanza Fotografo)

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