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06/11/2009 Rosso di Montalcino 2007 |
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Le sorti di questo vino, che sembravano dovessero essere messe in discussione dal caso Brunellopoli dello scorso anno, pare navighino ormai in acque sicure, lontane da bufere e marosi, perché questa discussione non è mai partita e, dopo che la montagna ha partorito il topolino, tutto è tornato come prima. O almeno così ci appare. Dopo tutto il clamore mediatico, con fiumane di cronisti giunti da ogni parte del mondo, i dispiegamenti di elicotteri e di interi reparti della Guardia di Finanza, i segreti istruttori della Procura della Repubblica che facevano presagire arresti e sequestri in gran quantità, di certo nessuno pensava che in definitiva si trattasse di bloccare quattro tinozze di vino. Ma ormai il danno è stato fatto e visto che quest’anno tutti i vini sottoposti ai rigidi controlli predisposti dai tutori della legge sono risultati regolari, è giunto il momento di pagare i danni. Caro Ministro Zaia, siccome tutto ciò è partito da organi di Stato, sarà lo Stato che dovrà riparare i danni economici, ricucire gli strappi sociali, ritrasmettere fiducia ai mercati; occorrerà molto denaro, quindi sarà bene che cominci subito a cercarlo; e noi, di tanto in tanto, ci permetteremo di ricordarglielo. Ma ieri sera il Rosso di Montalcino ha superato tutte le perplessità, i dubbi e le incertezze, rivelando una sua personalità distinta ed elegante, precisa e riconoscibile: una personalità fatta di toni maturi e caldi con quel buon frutto dolce e maturo scaldato da un lieve accento animale, poi dalle spezie dolci e dai ricordi di tabacco, così che anche la trama tannica viva e reattiva appare più morbida e gentile. Tra i nostri dieci campioni degustati, si è potuto distinguere un gruppo di vini che facevano dell’equilibrio, della freschezza e della fragranza il loro carattere stilistico, mentre un secondo insieme era segnato da maggior maturità e dolcezza, rotondità e calore. Il pubblico ha mostrato di preferire questo secondo gruppo, mettendo al vertice il Rosso di Montalcino 2007 di Ciacci Piccolomini d’Aragona, seguito da quelli di Tenuta di Sesta, La Poderina-Saiagricola e Fattoria La Gerla; ma noi, per dovere di cronaca, non possiamo rimanere insensibili alla grazia, all’equilibrio e alla misura del Rosso di Montalcino della Tenuta Greppo – Biondi Santi, vero campione di eleganza e fragranza. Come solo a Montalcino è possibile ottenere. |
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