Le due verticali di Ca’ del Bosco – Atto I

in L'Approfondimento • 20 novembre 2017 • di

Fotografia di Don McCullin, dalla collezione Ca’ del Bosco raccolta nel libro “11 fotografi 1 vino” (Skira)

L’occasione per compiere le riflessioni recentemente pubblicate in questa rubrica, ci è stata data da una duplice degustazione verticale organizzata, in queste ultime settimane, dall’azienda franciacortina Ca’ del Bosco (Erbusco, Brescia); la prima ha messo al centro dell’attenzione il suo vino più diffuso, il Franciacorta Cuvée Prestige, un Brut non millesimato di larga tiratura, mentre nella seconda verticale ci siamo incontrati con il vino più prestigioso e prezioso della Casa, ovvero il Franciacorta (Riserva dal 2005) Cuvée Annamaria Clementi, un Brut millesimato appartenente alla classe dei Premium Wine. Due degustazioni, quindi, molto diverse che intendevano mettere in evidenza alcuni caratteri produttivi specifici di ciascun vino. Innanzitutto è bene precisare che entrambi i vini appartengono ad un’unica classe merceologica, essendo vini rifermentati in bottiglia che comportano fasi di lavorazione molto particolari e che hanno indotto Maurizio Zanella (Presidente) e Stefano Capelli (Enologo) a inventare un modo molto insolito per farli degustare; abbiamo, infatti, avuto l’occasione, unica forse, di assaggiare dei vini del tutto originali, in quanto mantenuti in punta per tutto il tempo trascorso dalla loro nascita ai giorni nostri, quando per l’occasione sono stati degorgiati senza alcuna aggiunta di liqueur finale. Le Cuvée Prestige sono state addirittura sboccate à la volée al momento della degustazione. Vini, dunque, che hanno avuto un affinamento insolito che li ha resi diversi da quelli comunemente reperibili sul mercato. Il motivo di questa inconsueta scelta lo ha spiegato Stefano Capelli parlando dell’ambizione aziendale di produrre vini di territorio, ma con una distinta riconoscibilità stilistica traducibile o sintetizzabile in quello che loro stessi definiscono “Metodo Ca’ del Bosco”. Per questo, ai loro occhi, era necessario aggirare e arginare l’ostacolo ossidativo che avrebbe inevitabilmente modificato decisamente il carattere originale di questi vini, soprattutto nelle versioni più remote. Questo perché i lieviti che vanno ad accumularsi presso la tappatura diventano un sorta di massa sigillante che riduce moltissimo l’ingresso di ossigeno nel vino, rallentando così l’ossidazione. Ne risultano vini che rimangono più simili al loro stato originario rispetto a quelli degorgiati, dosati e colmati nel momento in cui sono stati posti in vendita. In questo modo è apparso più facile cogliere quel filo stilistico che univa tutte le dieci interpretazioni della Cuvée Prestige, di cui si è appunto voluto festeggiare il decennale dalla nascita.

Il Franciacorta Cuvée Prestige di Ca’ del Bosco viene prodotto con una quota variabile dal 65 all’80% di vini di una singola annata, mentre il rimanente è costituito da vini delle due precedenti annate. La prima cuvée di riferimento, quella del 2005, contava sul contributo di vini del 2004 e del 2003. Tre i vitigni sempre impiegati, ovvero chardonnay nella misura variabile dal 75 all’80%, pinot bianco, che non supera mai il 10%, e pinot nero sempre attorno al 15%. Le dieci versioni finora realizzate si riferiscono ai millesimi dal 2005 al 2014; annate molto diverse tra loro per l’andamento climatico alquanto instabile con il quale ormai tutti debbono fare i conti, ma dalle quali, attraverso le variabili alchemiche dei vitigni, delle annate e, soprattutto, delle più di 140 vigne sparse su diversi suoli e a diverse altimetrie, Ca’ del Bosco è riuscita ad ottenere vini con uno stile e una personalità replicabili e quindi riconoscibili dai degustatori più preparati così come dal pubblico.

Il Franciacorta Brut Cuvée Prestige di Ca’ del Bosco di questo primo decennio si presenta con colore giallo paglierino piuttosto chiaro, limpido e lucente; ha perlage finissimo e continuo che sul bordo del calice crea una piccola corona di allegre bolle. I profumi alternano note di frutta fragrante e matura con ricordi di mela, ananas, agrumi con pompelmo e scorza d’arancia; poi c’è un fresco profumo vegetale ed un piacevole timbro speziato, dolce e delicato, che avvolge tutte le sensazioni olfattive. Il vino inonda la bocca con un certo impeto portando frutti maturi, freschezza agrumata e vegetale, un tocco di nocciola e vaniglia, un burroso biscotto; il tutto è ravvivato dall’anidride carbonica che, con un leggero tocco amaricante, anima tutte le sensazioni gustative con continuità ed eleganza. Le annate-interpretazioni che abbiamo preferito sono il 2005 dell’esordio, il 2008 dell’evoluzione, il 2012 dell’espressività.

Per l’occasione è stata creata un’edizione del Decennale, assemblando in parti uguali vini Riserva del 2015, 2014 e 2013 con le solite percentuali dei tre vitigni provenienti da 150 vigne franciacortine e lasciandola affinare per diciotto mesi sui lieviti. Il vino ci è comunque parso in linea con le dieci precedenti edizioni, anche se la complessità espressiva è sembrata maggiore, più incisiva e profonda. La bottiglia, vestita con una etichetta su temi floreali, è frutto e parte di un progetto degli artisti Bertozzi & Casoni.

 

Gigi Brozzoni

 

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A proposito di degustazioni verticali, di Gigi Brozzoni

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