I Migliori Assaggi 2018

 

I Migliori Assaggi sono i vini che, nella rispettiva tipologia, hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi. Rappresentano, quindi, in assoluto i migliori vini degustati dai curatori per questa edizione della Guida Oro I Vini di Veronelli, veri e propri capolavori della vitivinicoltura italiana.

 

Miglior vino spumante

Franciacorta Extra Brut Rosé Riserva Cuvée Annamaria Clementi 2007
Ca’ del Bosco (Erbusco, Brescia)
www.cadelbosco.com

È ormai inutile provare a descrivere organoletticamente questo superbo vino, perché ciò che stupisce più di tutto è la sua continuità stilistica e qualitativa. Esordì nel 2011 con l’annata 2003 e noi ne demmo immediato risalto sulla nostra Guida; da allora sono state prodotte solo cinque annate, ma sono bastate a fare scuola a tutta la Denominazione e non solo. I tempi di maturazione si sono allungati a quasi un decennio senza perdere un filo di fragranza, bensì acquistando maggior vigore, ampiezza ed eleganza. Caratteri che restano pressoché inalterati nel tempo, tanto che spiace, oggi, poter andare indietro di soli cinque millesimi per riviverne l’incanto. (G.B.)

 

Miglior vino bianco

Montepepe Bianco Vintage Toscana 2012
Montepepe (Montignoso, Massa Carrara)
www.montepepe.com

Lo avevamo notato con molto stupore già alcuni anni orsono e, francamente, pensavamo che si fosse raggiunto un traguardo irripetibile; ogni anno troviamo, invece, qualcosa di nuovo, qualcosa che l’anno precedente non avevamo colto, qualcosa che si è trasformato per darci sensazioni sempre nuove. I vigneti guardano il mare di Versilia, vermentino e viognier riescono ad esprimere una forte personalità, la sapienza viticola ed enologica sa come fondere la leggerezza aromatica con la consistenza fruttata. Cinque anni di pazienza fanno il resto. (G.B.)

 

Miglior vino rosato

Vigna Mazzì Salento Rosato 2015
Rosa del Golfo (Alezio, Lecce)
www.rosadelgolfo.com

Vigna Mazzì è il cru aziendale che prende il nome dalla località a sud di Alezio, baciata dall’influsso benefico del prospiciente Golfo di Gallipoli. Vigneto ad alberello piucché cinquantenne, con rese molto basse. Un rosato di vera razza salentina, da uve negroamaro con un 10% di malvasia nera, che nel 1980 fu il primo rosato d’Italia elevato in barrique. È l’esempio lampante che smentisce l’assunto secondo cui i rosati non possono affinare bene in legno. Vigna Mazzì è un vino frutto di ricerca e sperimentazione, dalla reinterpretazione moderna del sistema tradizionale “a lacrima” all’uso dei lieviti autoctoni, all’utilizzo di tonneaux da 150 litri costruiti su misura da una tonnellerie della Rioja, con legni di rovere, ciliegio, castagno e acacia. Damiano Calò che, appena ventenne, prese le redini dell’azienda alla prematura scomparsa del padre, della lunga telefonata che Veronelli gli fece poco dopo la morte di Mino, riporta spesso una frase: «Il rosato non è né carne né pesce, è vero. È un frutto di mare». (A.P.)

 

Miglior vino rosso

Barolo Riserva Falletto Vigna Le Rocche 2011
Giacosa Bruno (Neive, Cuneo)
www.brunogiacosa.it

Se lo scorso anno ci stregò la Vigna Rionda, quest’anno siamo saliti ancora un po’; qualche larga curva ed eccoci al Falletto di Serralunga. Al di sopra c’è solo il cielo. Qui il Grande Vecchio di Langa, Bruno Giacosa, produce i suoi Barolo e, in qualche annata, la Vigna Rocche viene vestita di un’etichetta rosso cupo, emblema delle sue mitiche Riserve. Il 2011 di Bruno Giacosa, lontano da essere un vino tradizionale, si è fatto il più moderno vino del futuro. Osservatene il colore tenue, annusate il suo profumo fragrante, gustatene il sapore intenso tessuto su tannini di finissima trama. Non fosse che non amiamo ripeterci, quanti veronelliani Sole meriterebbe un uomo come Bruno Giacosa? (G.B.)

 

Miglior vino dolce o da meditazione

Vin Santo di Carmignano Riserva 2010
Tenuta di Capezzana (Carmignano, Prato)
www.capezzana.it

Ci sono diversi modi di produrre grandi vini: anche di più se si producono vini passiti. E, ancora, per realizzare vini davvero grandi ci sono tanti modi di riflettere sul percorso che occorre affrontare: la famiglia Contini Bonacossi lo fa raccontandosi. È dai racconti di Benedetta e di Vittorio che nasce la perfezione di questo superbo Vin Santo 2010: concentrato fino al punto giusto, vinificato con precisione e invecchiato fino al suo limite massimo. Il risultato è di una dolcezza carezzevole, sostenuta da freschissima acidità; densità e consistenza dei frutti si fan cremose e la tannicità speziata dona spigliato stimolo e bocca a lungo gaudente. (G.B.)

 

È, inoltre, possibile scaricare l’elenco completo dei Migliori Assaggi 2018 in formato pdf.

 

 

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