Il vino racconta

  • La Langa e un Barolo che vien dal cuore

    in Il vino racconta • 12 gennaio 2017 • di

    La Morra. Sei nel cuore della Langa. Al singolare, così come la chiama chi la vive e l’ha vissuta. Terra di storie aspre. Terra che fu di contadini poveri, raccontati magistralmente da Nuto Revelli, ufficiale in Russia nel 1941, poi partigiano azionista e infine scrittore. Del suo celeberrimo Il mondo dei vinti si celebra nel 2017 il quarantennale della pubblicazione. Uscì, infatti, nel movimentatissimo 1977 e rappresenta un unicum italiano nel racconto della storia contadina, costruito attraverso autentiche testimonianze. Un corale affresco contadino, che braudelianamente ben rappresenta l’intero paese: “La storia della campagna cuneese non è

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  • Climbing Malvasia

    in Il vino racconta • 3 febbraio 2016 • di

    Da vigne centenarie e idee in divenire nasce un vino verticale A due passi da Trieste, si trova la bella cittadina veneziana di Muggia. Centro storico perfettamente conservato, duomo e castello affacciato sul mare, un porticciolo storico fermo nel tempo, in cui è ospitata la Risorta, sosta obbligatoria per una buona cucina. Se ci si spinge la di fuori di questo percorso si piomba subito in una disgraziata zona industriale e artigianale in cui i soliti capannoni padani occupano prepotenti un paesaggio che dal Carso degrada verso il mare. Bisogna tapparsi il naso e procedere

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  • Speciale Eolie 3 / Salina tra cultura e gastronomia

    in Il vino racconta • 21 agosto 2015 • di

    Senza pretese esaustive, alcune semplici suggestioni che dicono il territorio dell’isola di Salina, centro enoico eloiano. A LINGUA Da vedere Il piccolo e bello Museo etnoantropologico in cui, se lo desiderate, una guida vi illustrerà gratuitamente oggetti e strumenti dell’agricoltura e della vita quotidiana isolana del secolo scorso, raccolti con cura e conservati con dovizia. Al piano superiore una sala  in cui è ben documentata la storia agricola di Salina: origini, apice e decadenza. Il Museo archeologico. Anche questo, come il precedente, è un piccolo museo comunale, curato nella raccolta ed esposizione dei reperti rinvenuti nell’isola presso il villaggio dell’Età del bronzo di Portella

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  • Speciale Eolie 2 / Salina vista da Antonino Caravaglio

    in Il vino racconta • 11 agosto 2015 • di

    Un Consorzio nato per dare nuova vita alla viticoltura eoliana Antonino Caravaglio è stato tra i promotori del Consorzio di tutela e valorizzazione del vino Malvasia delle Lipari e Igp Salina, nato nel 1999, e ne è presidente dal 2002. Il Consorzio nasce con la precisa volontà di agire a tutto tondo sul fronte produttivo vitivinicolo, partendo dalla Malvasia, bene comune per tutte le isole dell’arcipelago. Ma guardando anche agli altri vitigni e vini che il territorio può esprimere, tenendo conto della sua preziosa specificità. I  soci del Consorzio sono 12 aziende che rappresentano la quasi

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  • Speciale Eolie 1 / Salina isola enoica

    in Il vino racconta • 4 agosto 2015 • di

    LE ISOLE EOLIE: PATRIMONIO DA VALORIZZARE Partiamo dall’arcipelago, un angolo di mondo unico e irripetibile. Anche per la sua importante storia sospesa tra mare e terra.  Diremo, quindi, di Salina e della vocazione agricola ed enoica di queste terre. Daremo anche conto di un dialogo con Antonino Caravaglio, vulcanico vignaiolo che guarda al futuro, presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione del vino Malvasia delle Lipari e Igp Salina. Viaggeremo, infine, in tre singole puntate, tra Lipari, Stromboli e Alicudi. Seguiteci  su questo sito web. L’arco eoliano è lungo quasi 200 chilometri e comprende i monti sottomarini Alcione, Lametini, Palinuro, Glabro,

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  • Il primo catasto vinicolo

    in Il vino racconta • 9 marzo 2015 • di

    Un impero conosciuto per la sua ‘ferocia’ [1], quello degli Assiri, annovera nella sua storia uno dei primi catasti alimentari conosciuto (sotto Assurnasirpal II, 884 –859 a. C.): nel censimento delle risorse agricole lungo il corso superiore del fiume Balikh, a est di Crademish, si enumerano decine di migliaia di viti. Nella parte orientale del territorio vengono piantate vigne a Yaluma, a nord est di Ninive sino ad una altezza di 1500 metri sul mare, nella zona di Zamua, del distretto di Sulaymanyah. Qui nasce un vino famoso conosciuto in tutta l’antichità, quello di Zamua, che

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  • Il Friuli viticolo nel 1700

    in Il vino racconta • 23 febbraio 2015 • di

    «L’accrescimento delle produzioni e della rendita fu perseguita, a partire dal XVI secolo, non attraverso il mutamento dei sistemi colturali e delle tecniche agronomiche, ma con l’ampliamento dell’arativo, realizzato con l’intensificazione delle prestazioni di lavoro richieste alle famiglie coloniche. Vaste aree furono così strappate al pascolo e trasformate in aratori piantati e videgati. Il vino locale alimentava tre distinti mercati, ciascuno dei quali condizionava, con le particolarità della propria richiesta, la tipologia produttiva. Il primo – quantitativamente più importante – era rappresentato dal mercato popolare locale, che manifestava una decisa preferenza per vini ‘negri’: la

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  • La viticoltura siciliana a fine Ottocento negli scritti di Salvatore Mondini

    in Il vino racconta • 2 febbraio 2015 • di

    Salvatore Mondini afferma, all’inizio del suo paragrafo destinato a descrivere la viticoltura, l’enologia e i vini della Sicilia, che siamo di fronte ad una regione viticola non soltanto tra le migliori in Italia, ma anche davanti ad una regione dove «la produzione vinicola già da tempo, oltre che a servire ai bisogni del consumo interno, è stata oggetto d’esportazione all’estero, che coll’andar del tempo si è aumentata e migliorata progressivamente. In Sicilia è facile trovare tutti i tipi di vino che si richiedono in commercio; e dai potenti vini liquorosi si arriva a quelli tenui

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  • La produzione viticola del Lazio, alla fine dell’Ottocento, negli scritti di Salvatore Mondini

    in Il vino racconta • 19 gennaio 2015 • di

    La ‘regione’ Lazio [1] dell’epoca comprende solamente la provincia di Roma e «la coltivazione della vite predomina nelle colline e ha grande importanza in tutta la regione, non esclusa la zona del monte, dove spesso si trova la preziosa ampelidea a notevoli altitudini sulle pendici, nelle condizioni meno sfavorevoli per esposizione e ripari dai venti del nord. In parecchie località della pianura, prima coltivate estesamente, si trovano ora vasti e ubertosi vigneti; alla loro maggiore diffusione è stato di ostacolo, in questi ultimi anni la lotta contro le malattie crittogamiche, più difficile a praticarsi che

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  • La colmata di monte e i paesaggi agrari nella Toscana dell’Ottocento

    in Il vino racconta • 12 gennaio 2015 • di

    Con due opzioni teoriche diametralmente opposte, ma che giungono al medesimo risultato in termini tecnici, vi sono le opinioni di Emilio Sereni e di Eugenio Turri a proposito di una delle più innovative realizzazioni idrauliche avvenuta in ambiente agrario toscano: la colmata di monte [1] di Cosimo Ridolfi [2], il cui merito va attribuito, perlopiù, al suo fattore Testaferrata. Mentre il primo pone l’evidenza della nuova impresa agraria capitalistica, interessata al mero rendimento economico [3], il secondo mette in risalto il lato artistico, gratuito e disinteressato dell’intervento agrario volto a migliorare le condizioni culturali di

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