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17/03/2008
Alle origini della viticoltura europea
archivio eventi

Un altro importante convegno si è svolto lo scorso lunedì al Seminario Veronelli. Tema dell’incontro: Alle origini della viticoltura Europea: vitigni e vini della Georgia caucasica. Il professor Attilio Scienza, agronomo ed esperto di vite di assoluta statura internazionale, ha guidato i tecnici ed i produttori intervenuti in un viaggio nello spazio e nel tempo per raggiungere la culla della viticoltura, l’antica Iberia, oggi Georgia, che rappresenta un luogo di frontiera, biologica e culturale, tra la vite selvatica e la vite domesticata. È stato, infatti, in Georgia che, più di 10.000 anni fa, l’uomo ha incominciato a vinificare l’uva selvatica e, circa 5000 anni più tardi, a selezionare ed incrociare le varietà migliori, dando il via ad una delle più antiche ed importanti tradizioni della storia dell’umanità, ricca di significati materiali, economici, mitici e simbolici. Quella remota terra, che un tempo raccoglieva qualcosa come 5.000 diverse varietà di vite e che rimane tutt’oggi un ricchissimo serbatoio di biodiversità, rappresenta, dunque, l’origine della viticoltura occidentale, perché, come ha spiegato con la consueta competenza il professor Scienza, approfondendo anche gli aspetti storici, antropologici e culturali della questione, tutti i vitigni attualmente coltivati in Europa presentano nel loro DNA tracce degli antichi progenitori caucasici, essendo frutto di incroci tra viti selvatiche locali e varietà giunte decine di secoli fa proprio dall’Oriente. L’incontro si è chiuso con la degustazione di 9 vini prodotti da microvinificazioni sperimentali di altrettante varietà, provenienti da marze importate direttamente dalla Georgia e coltivate nella collezione raccolta dalla stessa famiglia Scienza nell’azienda Guado al Melo di Castagneto Carducci. I vini assaggiati, 5 bianchi (Aciarilit, Rakaziteli, Mitisvane, Chikiwi e Citisvala) e 4 rossi (Kerdagi, Olgialeshi, Alexandrouli e Saperavi), hanno mostrato caratteri molto diversi fra loro ed interessanti doti di qualità e versatilità, che ne lasciano intravedere un’utile e concreta possibilità di introduzione nei nostri vigneti, magari attraverso selezioni ed incroci da cui risultino varietà in grado di sopperire ai vincoli sempre più stringenti che i cambiamenti climatici in atto stanno imponendo alla viticoltura europea.
M.M.



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