OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

L’importanza storica, economica e culturale dell’olivo per le popolazioni mediterranee è vasta e di antica data. Le cultivar attualmente presenti nell’area, infatti, sembrano derivare più o meno direttamente dagli olivi addomesticati dall’uomo nella regione siro-palestinese almeno 6000 anni fa. Per quanto riguarda il significato della coltivazione dell’olivo nello sviluppo della civiltà, esso è stato ampiamente sottolineato da storici e studiosi nel corso dei secoli; valga per tutti l’annotazione di Tucidide, che già nel V sec. a.C. scriveva: “I popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l’olivo e la vite”. La fascia di coltivazione dell’olivo si estende grosso modo tra il 35° ed il 46° parallelo nord, un’area che, come è facile constatare, interessa l’Italia nel suo intero sviluppo verticale. Non a caso il nostro Paese è quello che vanta il maggior numero di varietà, un patrimonio immenso probabilmente originatosi dalla differenziazione di alcune cultivar considerate “capostipiti” (carboncella, carolea, coratina, frantoio, moraiolo, nocellara, ogliarola, sargano, taggiasca ed altre ancora), lentamente adattatesi nel tempo alle svariate condizioni climatiche e pedologiche tipiche della penisola italiana. Tale ricchezza, tuttavia, come ripetiamo ormai da anni, non ci pare sfruttata e valorizzata nel modo migliore, complice il sistema produttivo e distributivo che interessa il comparto olivicolo nazionale, pressoché interamente controllato da industrie multinazionali, le quali talvolta sfruttano le imperfezioni e le ambiguità delle legislazioni europea ed italiana per proporre sul mercato come olio extra vergine d’oliva italiano un prodotto che, in realtà, spesso possiede altra composizione ed altra provenienza. La conferma più attendibile di questa circostanza è fornita dai prezzi con i quali tale olio è offerto sugli scaffali dei negozi, difficilmente superiore ai 6-7 € a bottiglia, quando ben sappiamo che produrre olio con caratteristiche di elevata qualità organolettica ed igienica comporta numerose ed onerose fasi di lavorazione, che vanno dalla gestione delle piante, alla raccolta manuale ed al trasporto delle olive, fino alla lavorazione e stoccaggio in frantoio. Come sovente avviene in Italia, un ruolo di avanguardia e di stimolo nella produzione di olio di qualità è svolto dalle aziende medio-piccole, che in molti casi esercitano la loro attività principale nel campo vitivinicolo, dirottandone parte delle risorse e dei guadagni verso il settore olivicolo considerato, in un ottica di prestigio, naturale completamento del primo.



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