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E' il nostro notiziario a cadenza mensile; al suo interno si trovano
le notizie che riguardano le attività dell'associazione e
i suoi programmi a breve termine, compreso la cronaca degli incontri
del lunedì e la descrizione dei risultati delle degustazioni,
il sunto degli atti dei maggiori convegni tecnico-scientifici che
si organizzano in Italia, le novità in campo enologico e
gastronomico ed il dibattito che si crea attorno alle variazioni
normative e legislative a carattere nazionale ed europeo.

I VITIGNI AUTOCTONI
In questo numero affrontiamo di nuovo in modo consistente il tema dei vitigni autoctoni, ma lo facciamo in due modi diversi e specifici. Da una parte, con le degustazioni, vogliamo offrire al pubblico ed agli operatori informazioni sui vitigni e suggestioni sensoriali, nella convinzione che esse possano stuzzicare la curiosità degli utenti ed aprire varchi nella dilagante standardizzazione dei consumi e delle proposte commerciali: ecco, quindi, il resoconto della degustazione svoltasi lo scorso novembre, con la quale abbiamo voluto confrontarci con alcune varietà quasi sconosciute e strettamente legate ad aree di produzione limitate, un evento cui presto farà seguito quello che ci accingiamo a svolgere al prossimo Vinitaly, e che illustriamo qui a fianco, esplorando una regione viticola famosa alla scoperta dei suoi vitigni rari e, in qualche caso, ignoti. Dall’altra parte, con la pubblicazione del volumetto sul convegno “Aroma varietale e tecnologie di vinificazione dei vini bianchi”, che, animato da un ricercatore dinamico e moderno come Luigi Moio, si è svolto presso la nostra sede lo scorso 21 novembre, cerchiamo di fornire alle aziende produttrici spunti di riflessione ed alcuni argomenti di approfondimento tecnico che aiutino ad esaltare le caratteristiche dei vitigni autoctoni, migliorandone l’espressività territoriale ed il rapporto con le zone di provenienza. È opportuno chiarire che la nostra insistente attenzione verso la cosiddetta viticoltura minore vuole contribuire con originalità alla salvaguardia della bio-diversità, anche se questo proposito non rappresenta il fine ultimo che ci prefiggiamo. Siamo infatti convinti che queste varietà sapranno sopravvivere alle mode solo se saremo in grado di rafforzare il loro legame con un territorio, poiché, se i vitigni possono viaggiare ed essere imitati, il territorio no; per contro solo se questi territori sapranno imporsi sul mercato internazionale otterranno migliori opportunità per conservare il nostro patrimonio ampelografico. Siamo convinti che solo per questa via la viticoltura del nostro Paese potrà differenziarsi dal resto del mondo e trarre i maggiori benefici anche sotto il profilo commerciale. (G.B.) |
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