SARDEGNA. Vini d’Oro / 3

SARDEGNA. Vini d’Oro / 3

Quali risultati organolettici può regalarci un Moscato nato su terra sarda, in quei suoli che geologicamente son europei occidentali e non italiani? Ce lo racconta Gigi Brozzoni, accostandoci a un decisamente insolito e intrigante Moscato figlio della Gallura. Leggi la recensione.

SARDEGNA. Vini d’Oro / 2

SARDEGNA. Vini d’Oro / 2

Ancora un vitigno storico del territorio di Sardegna, ma rimasto ai margini del mainstream enoico, il bovale detto anche muristellu o muristeddu, probabile ricordo della dominazione aragonese sull’isola. La famiglia Pittalis. sotto la guida di Marco Bernabei, ne dà una singolare interpretazione. Leggi la recensione di Gigi Brozzoni

SARDEGNA. Vini d’Oro / 1

SARDEGNA. Vini d’Oro / 1

Questo assaggio ci porta a conoscere il torbato, vitigno a bacca bianca specificatamente legato al territorio di Alghero: una Sardegna che guarda oltre il noto vermentino. Lo propone la famiglia Parpinello, che in questa varietà ha creduto, innestando le sue prime “cento gemme” oggi divenute molte di più per dare origine a questo bianco persistente e fragrante. Leggi la recensione di Gigi Brozzoni.

VALLE D’AOSTA. Vini d’Oro / 3

VALLE D’AOSTA. Vini d’Oro / 3

Il Gewürztraminer è un vitigno sulle cui origini si è molto ipotizzato. La Val d’Aosta ne produce piccole quantità. Segnaliamo questa sua interpretazione della Cave des Onze Communes, autrice di un importante lavoro di salvaguardia di piccoli vigneti a rischio di abbandono.

VALLE D’AOSTA. Vini d’Oro / 2

VALLE D’AOSTA. Vini d’Oro / 2

Il pinot grigio è uno dei vitigni«internazionali» di maggior notorietà fra i consumatori di tutto il mondo. Forse, però, non molti sanno che il pinot grigio, o meglio il pinot gris, è varietà persino storica in Valle d’Aosta, dove pare sia presente sin dal Medioevo. Marco Martin ha iniziato la sua storia enoica proprio con il pinot gris, a 900 metri d’altitudine, in comune di Introd.

VALLE D’AOSTA. Vini d’Oro / 1

VALLE D’AOSTA. Vini d’Oro / 1

Il prié blanc è un vitigno tipico della Valdigne che affaccia sul Monte Bianco.
Le viti allignano tra i tra i 900 e i 1200 metri di altitudine e questo vitigno, germogliando presto e maturando precocemente. schiva con successo gelo e nevicate. La Cave Mont Blanc lo traduce in spumante e ci consegna l’essenza di un terroir vitale e “nature”.