Braida di Giacomo Bologna: la rinascita della Barbera

in I nostri Associati • 3 aprile 2017 • di

Giacomo Bologna con due suoi capolavori: il Bricco della Bigotta e il Bricco dell’Uccellone

L’azienda

La storia dell’azienda ebbe inizio con un soprannome, “Braida”, che il bisnonno Giuseppe Bologna si guadagnò su piazze e sagrati giocando la domenica a pallone elastico, sport tradizionale della sua terra. Il figlio Giacomo ereditò dal padre il soprannome, le vigne e l’amore incondizionato per il vino. Dal 1961 Braida è l’immagine fedele della filosofia di Giacomo e della moglie Anna, del loro modo di intendere la vita, la terra, il vino ed i rapporti di amicizia. Tra le mille iniziative a favore del vino italiano cui Giacomo Bologna diede vita, per evidenti ragioni non possiamo non citarne una: nel lontano aprile del 1986 fu socio fondatore del Seminario Veronelli. Oggi sono i figli Raffaella e Giuseppe Bologna a guidare con entusiasmo un’azienda di eccezionale reputazione e notorietà.

Le persone

Il prestigio di Braida è strettamente legato alla genialità di Giacomo Bologna che con le sue intuizioni “inventò” letteralmente un nuovo modo di intendere la Barbera d’Asti. Scomparso prematuramente nel dicembre del 1990, Giacomo ha lasciato l’azienda nelle capaci mani della moglie Anna, che ne ha tenuto le redini con ispirata competenza insieme ai figli Giuseppe e Raffaella fino al 2010.

Oggi Braida si identifica soprattutto con quattro persone: Giuseppe Bologna, impegnato fin dal 1990 nel consolidare e migliorare ulteriormente la produzione, oltre che nell’incrementare la proprietà dei vigneti; la moglie Cristina, in forza all’amministrazione; Raffaella Bologna, che segue il ramo commerciale dell’azienda, facendo tesoro di quanto appreso da mamma Anna; Norbert Reinisch, marito di Raffaella, austriaco innamorato del vino che conobbe Braida durante una visita alle cantine di Rocchetta Tanaro di cui ora è direttore commerciale per l’estero.

Il “cuore” di Braida: Raffaella e il marito Norbert, Giuseppe con la moglie Cristina

Accanto a loro operano diversi collaboratori di provate esperienza e competenza nei vari settori tecnici e commerciali in cui si suddivide l’attività aziendale: insieme danno vita ad uno staff affiatato che rappresenta un punto di forza imprescindibile per il successo dell’azienda.

La filosofia

La barricaia

Fu Giacomo Bologna, tra gli anni Settanta e Ottanta ad intuire quale fosse la strada che avrebbe consentito alla Barbera di assurgere all’Olimpo dei vini più blasonati. Comprese, infatti, come un vitigno così rude, rustico e scorbutico necessitasse di alcuni accorgimenti in vigna e in cantina per esprimere al massimo il suo potenziale. In primo luogo Giacomo operò un radicale cambiamento in vigna, con drastiche riduzioni delle rese per ettaro e per ceppo, così da favorire la concentrazione degli acini; allungò, poi, il periodo di maturazione, in modo da ottenere minore acidità e tannini più fini; inoltre in cantina introdusse l’uso delle barrique, le piccole botti in rovere da 225 litri ritenute fondamentali per integrare ed infittire gli scarsi tannini che, in natura, la barbera possiede; migliorò, infine, il processo di vinificazione, ponendo grande attenzione soprattutto nello svolgimento della fermentazione malolattica, indispensabile per mitigare ulteriormente l’impatto dell’acidità.

Con coraggio, ma soprattutto attraverso un attento lavoro di analisi e studio, Giacomo Bologna fece della Barbera un vino di assoluta eccellenza, che a lui deve la sua attuale fama internazionale. Giuseppe e Raffaella ne hanno raccolto il testimone, impegnandosi senza risparmio di forze e di idee.
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Il territorio

Le proprietà dei Bologna si suddividono tra Monferrato e Langhe. Cuore dell’attività sono i vigneti di Rocchetta Tanaro, dove i terreni sono principalmente di medio impasto, con sabbia ed argilla pressoché in egual misura; essi comprendono i pregiati cru Bricco dell’Uccellone, Bricco della Bigotta e Montebruna. Altre vigne si trovano a Castelnuovo Calcea e a Costigliole d’Asti, sempre nel Monferrato: terreni sciolti e leggeri composti da sabbie calcaree nel primo caso, argilloso-calcarei con ottima esposizione collinare nel secondo. Nelle Langhe, invece, si coltiva il moscato sui terreni a prevalenza di sabbia calcarea di Mango, mentre i terreni sciolti, ricchi di sabbia misti a marna calcarea di Trezzo Tinella risultano ideali per la produzione di vini bianchi fermi commercializzati con il marchio Tenuta Serra dei Fiori, azienda creata insieme ai fratelli Renzo e Valerio Giacosa.

Vigneti di proprietà della famiglia Bologna

Braida di Giacomo BolognaBraidaManzoni

Località Ciappellette – S.P. 27, 9
Rocchetta Tanaro (Asti)
Proprietari: Giuseppe e Raffaella Bologna
Enologo: Giuseppe Bologna
Agronomo: Roberto Abate
Ettari vitati: 55
Produzione annua: circa 500.000 bottiglie
www.braida.com

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