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Un percorso aperto verso una migliore definizione dei vini

di Marco Magnoli*

Gaglioppo tra i vitigni a bacca rossa e greco tra quelli a bacca bianca sono i più diffusi ed i più noti, ma in realtà le varietà di Calabria sono innumerevoli. 

Arvino, calabrese, castiglione, greco di Bianco, greco nero, guarnaccia, iuvarello, magliocco canino e magliocco dolce, mantonico, marsigliana nera, moscatello, nerello, pecorello: questi i nomi di alcune delle uve calabresi, tra bianche e rosse, elencate in mero ordine alfabetico; alcune spesso confuse le une con le altre, con fitti incroci di sinonimi ed omonimie. 

Ormai, però, il lavoro sull’incredibile patrimonio ampelografico calabrese ha messo diversi punti fermi, facendo ordine in un panorama inizialmente parecchio caotico ed incerto.

Grazie all’identificazione e alla selezione delle diverse cultivar, sono molte le aziende che si cimentano con attenzione e convinzione su queste varietà antiche ma a lungo trascurate, tanto che ad ogni edizione della Guida Oro compare sempre qualche nuova etichetta. Talvolta vengono vinificate in purezza, talaltra in assemblaggio con vitigni più celebri e di qualità consolidata, non solo calabresi, con i quali i produttori hanno forse una maggior confidenza.

Le pratiche enologiche appaiono sempre più moderne e rifinite, ma in alcuni casi ci sembra esserci qualche incertezza nella definizione dei vini.

Se i bianchi sono più precisi, ma a volte troppo omologati, i rossi sono buonissimi e molto singolari, eppure ogni tanto c’è qualcuno che azzarda un po’, puntando ad enfatizzare alcune caratteristiche peculiari dei vitigni a scapito, però, di una maggior complessità, oppure indulgendo in macerazioni troppo lunghe o spinte, che estraggono più del dovuto con risultati, non vogliamo dire caricaturali (questo succede di rado con i vini calabresi), ma certo un poco squilibrati o enfatici.

La tecnica, dicevamo, è vieppiù consolidata e in gran maggioranza i vini calabresi sono ormai puliti, integri, lontani dalle derive ossidative e dalle terziarizzazioni eccessive ancora piuttosto comuni non troppi anni fa; quello che ancora manca è una maggior attenzione per il dettaglio, una cura e una sensibilità che si concentrino sulla più piena espressione dei vitigni e dei territori, così che le tante uve e i tanti terroir di Calabria, dalle caratteristiche anche molto lontane fra loro, possano raccontarsi con sicura originalità, peculiarità ed identità.

Concludiamo solo con un pizzico di rammarico per quella che riteniamo una delle tipologie più significative per questa regione, ovvero i dolci passiti, che in una terra così calda e solare, luminosa e generosa, dovrebbero esprimersi con particolare intensità ed espressività. Accanto ad alcuni vini davvero grandi e importanti, rimangono scarse le autentiche eccellenze, a volte svilite e offuscate da insicurezze, imprecisioni e qualche pasticcio.

Poco ci convincono, inoltre, alcuni tentavi di produrre vini secchi previo appassimento di uve a bacca rossa, pratica che, in questi climi e con uve dal carattere forte, può creare dissonanze, offrendoci vini dalla personalità non troppo nitida che spesso mantengono qualche grammo di zucchero residuo, ingarbugliando ulteriormente il quadro.

TRE VINI QUOTIDIANI

a cura di Marco Magnoli

Tra i numerosi presenti in Guida, segnaliamo tre assaggi, tre vini calabresi che trovate in vendita tra i 10 e i 20 euro

Mantonico Calabria Bianco  2017
Statti
Lamezia Terme CZ

Il bianco mantonico è uno dei vitigni autoctoni calabresi che, ormai da  alcuni anni, sta regalando vini di intrigante e decisa personalità, pieni e strutturati, ma decisamente aggraziati. Molto diffuso sul litorale ionico della Calabria, dove peraltro si ottengono ottimi Passiti, dà buona prova di sé anche in altri contesti e tipologie. Tra le più interessanti a livello regionale si segnala, infatti, la versione offerta nel Lametino dall’azienda Statti, mantonico in purezza prodotto con fermentazione e successivo affinamento in botti di acacia da 30 hl. Ne nasce un Bianco raffinato ed elegante, dal gusto e profumo netti e puliti, che esprime profondità e consistenza con molto garbo e linearità.

Terre di Cosenza Pollino Rosato 2018
Tenute Ferrocinto

Castrovillari CS

Ci troviamo nel Parco del Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata. Anche i vitigni qui coltivati sono un poco “transfrontalieri” e così capita di trovare nelle vigne di Castrovillari persino il nobile aglianico. In contrada Ciparsia le altezze dei vigneti sono piuttosto elevate, intorno ai 500 metri s.l.m., e proprio l’aglianico trova condizioni ideali per esprimere un’interessante aromaticità. Da questo vitigno Tenute Ferrocinto ricava un Rosato dal profumo fresco, fruttato, fragrante e vagamente floreale, seguito al palato da una sensazione gustativa schietta e sapida, punteggiata da una sottile e stimolante tannicità.

Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Federico Scala 2017
Santa Venere
Cirò KR

Cirò, la più importante Denominazione calabrese, si sta dimostrando una delle realtà più dinamiche e vitali della Regione, con vini sempre più precisi e puliti che stanno rapidamente riscattando quell’immagine poco positiva che li aveva in buona parte caratterizzati negli ultimi decenni del secolo scorso. Santa Venere è un’azienda che propone una gamma di vini di buon livello, la cui punta qualitativa è rappresentata dal Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Federico Scala, nell’annata 2017 dotato di un tocco fruttato di ottima maturità contornato da una speziatura piuttosto morbida, che torna sul palato accompagnando una sensazione ricca e dolce corredata da una tannicità fitta e ben distesa.

Per incontrare tutti i vini calabresi selezionati e segnalati, scarica la App I Vini di Veronelli

IL LUOGO DEL BUON BERE

a cura della Redazione

Lapprodo
Vibo Marina

La famiglia Lo Preiato vanta una lunga tradizione nel settore dell’ospitalità e della ristorazione. Lapprodo è attivo dal 1980 e si è da tempo imposto come uno dei più rinomati ristoranti calabresi, in particolare per i piatti di pesce, quotidianamente fornito dai pescherecci locali. In cucina opera lo chef Agostino Bilotta con la sua filosofia di contenuto che, ispirata ad una Calabria elegante e semplice, rende omaggio alle tradizioni del territorio rivisitandole.

La sala è gestita dal maître Franco Milia, coadiuvato da un team di professionisti e dal sommelier Saverio Botta, attento nel consigliare gli abbinamenti più azzeccati per ciascuna preparazione.

Vasta e ben articolata la lista dei vini, con una buona selezione nazionale ed internazionale, oltre ad una ricca e piuttosto esaustiva sezione di etichette calabresi.

Lapprodo
Via Roma, 22,
Vibo Marina VV
lapprodo.it

Per conoscere gli altri Luoghi del buon bere in Calabria scarica l’App I vini di Veronelli

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Marco Magnoli

Deve alla tradizione familiare la passione per i vini di qualità e a Luigi Veronelli, incontrato nel 2001, l’incoraggiamento a occuparsi di critica enologica. Dal 2003 è collaboratore del Seminario Permanente Luigi Veronelli. È tra i curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli.