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La nuova rubrica di Alberto Capatti

Lecca lecca. Un oggetto da accarezzare con la lingua. Parole e papille. Un gesto, un pensiero immaginario. Gustare fugacemente, o fuggire dai parametri del gusto accademico.

Pescare quesiti e incubare possibili risposte. Disseminare il campo dei miracoli della cultura materiale di zecchini gustativi. Dissodare putrescenze – perfino – e portarle alla luce per restituirle alla giustizia dell’ossidazione permanente.

Tutto questo è Lecca lecca, la nuova rubrica di Alberto Capatti sul sito del Seminario Veronelli. La sua voce ci condurrà, con cadenza quindicinale, in un itinerario gastronomico a ritmo jazz, svolto rigorosamente in punta di lingua.

Cominci a leccarsi i baffi, chi li ha. Gli altri possono passare direttamente al lecca lecca…

FICO

Un frutto, il cognome del presidente della Camera e un acronimo, Fabbrica Italiana Contadina.

Chi ha inventato quest’ultimo aveva una idea solo vaga di quel parco espositivo bolognese, vera fiera campionaria dell’industria alimentare e della ristorazione.

Entro, dopo il controllo, un mercoledì mattina qualsiasi, e vedo nel vuoto insegne accese e spente, banchi deserti, pentole esposte, e mi illumina d’un tratto Rosso Pomodoro. Sì, è la ben nota pizzeria, non il marchio del concentrato di pomodoro cinese, leader mondiale del settore.

Con la bicicletta, percorro più velocemente lo spazio e mi sento libero fino a quando, uscito da una porta laterale, vedo due mucche in uno stallo, poi due maiali in un altro, e sento di essere beffato. Questi, sono il marketing dei contadini della fabbrica e infatti di contadini non c’è traccia. Vi è invece un centinaio di mele esposte in ordine, ne prendo una e scatta l’allarme. Ci si consola allora in un ristorante, arrovellandoci sul senso di tutto questo. Era sicuramente il giorno sbagliato, o forse…

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Fotogramma da “Novecento” di Bernardo Bertolucci (1976)

Dopo aver mangiato, la sorpresa. In fondo alla galleria, vedo un uomo che avanza, accompagnato da una signora, e sembra guardare nel nulla, lo riconosco e non mi par vero. È lui, Luigi Veronelli, e vorrei parlargli perché so che, qui, la cecità gli dona, è una seconda vista che non inganna, e mi può aiutare a non capire. Ma il fantasma ha afferrato tutto al volo e, d’un tratto, sparisce.

Così si è conclusa la mia visita a FICO.

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Hieronymus Bosch, Giardino delle delizie (particolare), 1490-1500

ALBERTO CAPATTI

Alberto Capatti è Presidente del Comitato scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Nato a Como il 2 novembre 1944, è uno tra i principali storici della gastronomia italiana e da molti anni si occupa di storia dell’alimentazione e di cultura materiale. Ha diretto, dal 1984 al 1989, “La Gola. Mensile del cibo, del vino e delle tecniche di vita materiale” in cui prendeva forma di rivista un poderoso e inedito mix arte, letteratura, design, cucina, antropologia, grafica…che uscì in edicola dal 1984 e il 1991. Capatti è stato Direttore scientifico del Comitato Decennale Luigi Veronelli. È stato membro del Comitato direttivo dell’Institut Européen d’Histoire de l’Alimentation (dal 2005 al 2012). È stato il primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e direttore di  “Slow”, rivista di Slow Food dal 1994 al 2004. Nel 2001 ha curato, con la direttrice della Bibliothèque de l’Arsenal la mostra “Livres en bouche” presso la Bibliothèque Nationale de France. Fa parte del Comitato scientifico di CasArtusi. Dal febbraio 2018 è Presidente della Fondazione Gualtiero Marchesi.